Intervista alla scrittrice Anna Maria Balzano

Pubblichiamo oggi l’intervista alla scrittrice Anna Maria Balzano, in occasione dell’uscita ufficiale del suo romanzo “Il viaggio di Emilia”, edito da Qulture Edizioni.

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OfficineQulture: Gentile Anna Maria, la prima cosa che mi ha colpito ne “Il Viaggio di Emilia” è stato il suo gusto per le descrizioni, sempre accurate e scrupolose: sembra che stia descrivendo qualcosa che ha davanti agli occhi. Mi viene da chiederle allora: quanto c’è di autobiografico nel romanzo?  

Anna Maria Balzano: La descrizione iniziale della casa dei nonni di Emilia è in effetti quella della casa dei miei nonni. Anche loro avevano una piccola azienda artigianale a Napoli. L’episodio del cagnolino Dick che si nascondeva allo starnuto, è vero e fa parte dei ricordi della mia infanzia. Anch’io, come Emilia, da bambina avevo un abitino a quadretti rosa e la mia mamma, ogni mattina, mi faceva delle trecce proprio come quelle descritte all’inizio del romanzo. Per la descrizione della depressione della mamma di Emilia ho utilizzato i miei ricordi di quanto accaduto a una zia, sorella di mia madre. Gli accenni al degrado dei paesi vesuviani risale a qualche ricordo d’infanzia. Per il resto è tutto frutto di fantasia.

OQ: Il suo libro si legge tutto d’un fiato, la  vicenda che lei racconta è gustosa, ma con tratti di noir. Ci vuol dire come ha concepito e costruito l’idea del romanzo?

AMB: L’idea è nata dal desiderio di fissare alcuni ricordi di infanzia, mettendoli al centro di una storia immaginata, perché non è nel mio temperamento scoprire troppo di me stessa e del mio carattere. La vicenda noir a cui ricorro nei miei racconti – così è stato anche per Agostino, il mio primo romanzo breve – è solo un espediente per rendere la storia più avvincente e far sì che il lettore vada fino alla fine.

OQ: Quali sono i libri e gli autori che l’hanno maggiormente segnata e a cui si ispira?

AMB: Ho sempre nutrito una passione per i classici francesi dell’800: in particolare Madame Bovary di Flaubert e L’assomoir di Zola. I personaggi di Mme Bovary e Gervaise sono così stupendamente descritti nelle loro qualità e nelle loro debolezze, che hanno sempre costituito per me un perfetto modello di creazione letteraria.

OQ: “Il Viaggio di Emilia” è ambientato a Napoli e sulla copertina stessa c’è un’immagine poetica della città, che poi è la sua città, nella quale non vive però da anni. Che rapporto ha con Napoli?

AMB: Adoro Napoli. E’ la città che amo di più con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Ciò significa che amo anche la gente di Napoli, unica nel nostro paese a saper esprimere la drammaticità delle situazioni e degli eventi anche in chiave comica, farsesca e autoironica.

OQ: Quanto pensa che un luogo possa plasmare l’interiorità di una persona? E di uno scrittore in particolare?

AMB: Moltissimo. Personalmente penso che molti aspetti del mio carattere si debbano agli anni della giovinezza trascorsi a Napoli, in particolare agli anni del Liceo Umberto che ho frequentato con entusiasmo, con professori indimenticabili, pur nei loro limiti umanamente comprensibili e con compagni assolutamente unici a cui ancora oggi mi lega un’amicizia profonda.

OQ: Le posso fare qualche domanda più personale, nel retro del libro ho letto che ha viaggiato molto, ha vissuto in Inghilterra e Francia. Perché? Ha voglia di raccontarsi un po’?

AMB: L’esperienza all’estero è derivata dalla necessità di seguire  mio marito, ufficiale dell’Esercito, che per il suo lavoro ha dovuto cambiare spessissimo sede. Le esperienze in Inghilterra e Francia mi sono state di grande insegnamento. Ora che lui non c’è più, spesso ripenso a quegli anni e li rivivo nella mia memoria.

OQ: Ora vive a Roma. E il suo rapporto con questa città?

AMB: Roma è una città stupenda. Il mio solo rammarico sta nel fatto di non poterne godere tutte le bellezze e le opportunità che offre, per la difficoltà obiettiva di spostarsi rapidamente da una parte all’altra.

OQ: Lei è autrice di un altro libro, dal titolo “Agostino”. Che libro è? Di che parla?

AMB: Agostino è una storia frutto della mia immaginazione, che però è così verosimile che potrebbe essere davvero accaduta in qualsiasi parte del mondo. E’ la storia di un’amicizia fraterna tra due ragazzi, che appartengono a due mondi diversi, Agostino a quello contadino della Valdichiana, Federico alla borghesia terriera della stessa zona. Federico è gravemente ammalato : intorno a lui aleggia un mistero che verrà svelato solo alla fine del racconto e che segnerà Agostino fino alla sua età adulta. Agostino così è una sorta di Picaro dei nostri giorni, che raggiunge la maturità attraverso la vicenda dolorosa del suo amico Federico.

OQ: Quanto è cambiata lei tra “Agostino” e “Il Viaggio di Emilia”?

AMB: Credo che il modo di narrare gli eventi e soprattutto le descrizioni degli ambienti e dei personaggi siano più approfondite in questo secondo romanzo. Come se scrivere mi riuscisse via via più semplice e naturale.

OQ: Ci sono nuovi romanzi all’orizzonte? Nuovi progetti letterari?

AMB: Idee ne ho tante …. se riesco a tramutarle in storie avvincenti ….

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10 risposte a Intervista alla scrittrice Anna Maria Balzano

  1. Alfonso Vesci ha detto:

    Rilevo con piacere che l’Autrice, dopo l’esperienza di “Agostino” ha fatto nuovamente centro! La vicenda di Emilia, “viaggio” in una vita difficile, e in una Napoli anni ’50 – fine ’70 del tutto inedita, molto diversa dalla città cartolina illustrata cara ad una certa vulgata, intriga e coinvolge. Interessante anche il personaggio di Giulia, amica dolce e solare, che una prova crudele rende dura, ambigua e restia a farsi carico delle sue azioni, anche a costo di far pesare le sue colpe sull’innocente Anna. Bravissima, dunque e a presto con un’altro bel libro!

  2. Piccoli Dario ha detto:

    Ho appena terminato di leggere “Il viaggio di Emilia” ed ho avuto la conferma, come per il suo precedente romanzo, della chiara e semplicemente realistica prosa dell’Autrice, che descrive la dolorosa vicenda della protagonista: sembra di vedere un film e di sentirne parlare le persone. Il riutilizzato uso del playback, ancorchè in misura ridotta, nello svolgersi biennale dei fatti, fa utilmente capire la loro origine, mentre l’inatteso tragico segreto del colpo di scena finale, colpisce pensando alla triste conseguenza avuta sulla vita della madre di Emilia, ma infine il cerchio si chiude felicemente, per fortuna, con la rassicurante sua affermazione che lascia intravedere al lettore quello che per lei sarà un futuro migliore.
    Per prima mia moglie, e dopo io, l’abbiamo letto tutto d’un fiato, trascinati forse ancor più di“Agostino”, l’altro coinvolgente romanzo, (lei mi ha guardato entusiasta, senza parole…) e, reciprocamente, ci siamo augurati che, dopo questa seconda esperienza, l’Autrice voglia continuare questa attività, in cui riesce così bene e della quale, ne siamo certi, molti Le saranno grati.

  3. Brunello Alò ha detto:

    Io c’ero, alla presentazione al “Ducati Caffè”! Devo dire che era molto tempo che non mi capitava di leggere, tutto d’un fiato, un libro. Una storia, ben costruita, scorrevole, con risvolti anche “noire”! Bravissima!! …. e bravo anche l’Editore, che ho visto sinceramente coinvolto ed entusiasta. Auguri per una sicura, futura collaborazione!

    Brunello Alò

  4. FRANCO DARIO ha detto:

    ho letto il libro d’un fiato .Cosi’ tutto in una volta che ,dopo averlo riletto piu’tranquillamente ho voluto lasciarlo un po’ da parte, per esaminarlo piu’ criticamente. E mi e’ sempre piu’piaciuto.
    La storia è molto bella e delicata , con un intreccio tra ricordi e avvenimenti correnti molto ben soppesato. Particolarmente fine l’ambientazione sia della classe operaia sia di quella borghese .
    Ho trovato intimamente profondi il dramma della mamma di Emilia e l’evoluzione di Emilia stessa.
    Lo stile di scrittura ha il merito di essere privo di involuzioni ,chiaro, semplice ed efficace da trascinarti nella lettura.
    L’ho gradito ancora più del primo romanzo,che pur tanto avevo apprezzato.

  5. lucia Ferracuti ha detto:

    il libro Il Viaggio di Emilia , mi ha conquistata per la sua leggerezza e capacità di convolgimento. Complimenti e al prossimo……Lucia.

  6. Dora carrano ha detto:

    il libro Il Viaggio di Emilia mi ha coinvolta e interessata nell’esposizione dei particolari della bella .storia Dora Carrano

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